Melitta Klinik, Bolzano
Una sala da 90 posti che è insieme cinema, sala conferenze e aula di formazione — e che, in occasione dei convegni medici, si collega in diretta audio e video con la sala operatoria a pochi metri di distanza.
Una sala, tre funzioni
La richiesta iniziale della Melitta Klinik era già, di per sé, tutt'altro che semplice: una sala per circa 90 posti, pensata prima di tutto per proiezioni cinematografiche a beneficio di pazienti e familiari — un momento di sollievo e normalità dentro una struttura sanitaria. Ma la stessa sala doveva funzionare, nello stesso identico spazio, anche da sala conferenze, da aula per corsi di formazione finalizzati a certificazioni professionali, e da sede per convegni medico-accademici.
Tre pubblici diversi, tre modi diversi di ascoltare e di guardare — un pubblico che guarda un film in relax, una platea che segue una relazione tecnica, dei professionisti che devono cogliere ogni sfumatura di un intervento clinico spiegato in diretta. Una sala progettata per uno solo di questi usi avrebbe penalizzato gli altri due.
La richiesta che ha cambiato il progetto
A lavori in corso è arrivata una richiesta che ha ridisegnato l'ambizione del progetto: collegare, in tempo reale e con qualità audio e video professionale, la sala operatoria della clinica con la sala conferenze. L'obiettivo era permettere al chirurgo, durante un intervento, di interloquire dal vivo con i medici e gli specializzandi presenti in sala per un convegno o un corso — rispondendo alle loro domande nello stesso momento in cui l'intervento si svolge.
Non più, quindi, una semplice sala multimediale, ma un vero e proprio ponte in diretta tra il momento clinico e la sua divulgazione formativa: la platea non guarda una registrazione, ma partecipa a un intervento reale, con la possibilità di interagire.
“Non un semplice impianto, ma un ponte in tempo reale tra la sala operatoria e chi deve imparare da essa.”
La sfida: una sala che non si può forare
La difficoltà tecnica più delicata riguardava proprio la sala operatoria: per legge, è schermata con lastre di piombo, una barriera fisica necessaria per motivi radiologici e di sicurezza. Praticare anche un solo foro nella schermatura per fissare un'apparecchiatura avrebbe significato invalidare la certificazione sanitaria della sala — un rischio semplicemente non percorribile.
A questo si aggiungeva un secondo vincolo, altrettanto stringente: qualunque apparecchiatura introdotta doveva convivere, senza generare interferenze, con la strumentazione medicale già presente — dispositivi per i quali anche un'interferenza elettromagnetica minima non è un dettaglio tecnico, ma una questione di sicurezza del paziente.
La soluzione: parlare senza fili
La risposta è stata realizzare l'intero collegamento audio e video con apparecchiature a radiofrequenza, selezionate specificamente per non generare conflitti con la strumentazione medicale della sala operatoria. Nessun foro, nessuna canalizzazione a muro, nessuna compromissione della schermatura a piombo: il segnale viaggia via etere, con la stessa cura riservata a ogni intervento AkuTek negli ambienti più normati e delicati.
Nel resto della sala conferenze, il lavoro ha seguito il metodo consueto: correzione acustica ambientale pensata per la voce e per l'ascolto prolungato, diffusori acustici a colonna e a scomparsa, e un proiettore 8K e-shift D-ILA per una qualità d'immagine all'altezza sia della proiezione cinematografica sia della divulgazione medica più esigente.
A soffitto, sedici diffusori a due vie da 200 mm — ciascuno integrato in una propria cassa in MDF, per un'installazione pulita e invisibile nel controsoffitto — completano un sistema Dolby Atmos in configurazione 11.6.16. Anche questi sedici punti hanno una doppia funzione, la stessa doppia anima di tutta la sala: canali immersivi durante le proiezioni cinema, distribuzione sonora uniforme durante le conferenze — così che la voce arrivi con la stessa chiarezza dalla prima all'ultima fila.
Dal rilievo alla sala in funzione.
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